Shekinà

Una tenda nel cuore del Vomero…
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Pensieri liberi…

Preghiera dello Sportivo

Signore! E’ bello per me correre con i miei amici,

nella gioia e nella fatica,

nella vittoria e nella sconfitta.

Là, sul campo, ci metto tutto me stesso

perchè per me giocare è un pò come vivere

e vivere è un pò come giocare.

E se penso alla mia vita come

a quel campo di gara allora, Signore,

aiutami a viverla con lo stesso entusiasmo,

con lo stesso impegno,

con la stessa voglia di vincere

e di diventare grande.

Sii tu la mia guida e il mio maestro.

Insegnami a giocare la mia partita,

indicami il mio ruolo in campo,

incoraggiami a lottare

e dare sempre il meglio di me stesso.

E quando sarò tentato di arrendermi

e di non combattere più,

ti prego abbandona la panchina

ed entra in campo con me!

Con te vicino ricomincio a giocare

Non è compito mio

Questa è la storia di 4 persone:

Ognuno, qualcuno, Ciascuno e Nessuno.

C’era un lavoro importante da fare e

Ognuno era sicuro che Qualcuno l’avrebbe fatto.

Ciascuno avrebbe potuto farlo ma Nessuno lo fece.

Qualcuno si adirò perchè era un lavoro di Ognuno.

Ognuno pensò che ciascuno poteva farlo,

ma nessuno capì che Ognuno non l’avrebbe fatto.

Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perchè Nessuno fece

ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

Quando dai

Quando dai, aggiungi sempre un pò di te a ciò che dai:

un pizzico della tua mente, un battito del tuo cuore,

una vibrazione della tua anima.

E avrai dato di più.

Quando dai,

fallo sempre col sorriso sulle labbra,

aggiungici poi una manciata di gioia e di allegria

e porgi tutto con la mano dell’amore.

E avrai dato di più.

Quando dai, non pensare di ricevere

e riceverai tanto e subito:

la gioia di aver dato e la vittoria sul tuo egoismo.

Se, quando dai, dai anche te stesso,

darai di più e riceverai di più.

Imparare ad amare

Un giovane discepolo andò dal saggio e gli disse:
“Come si fa ad imparare ad amare?”
“Beh”, rispose il saggio,
“potresti iniziare a mettere in pratica queste regole:

1) Non dare mai un’immagine falsa di se stessi.
2) Dire sempre di sì, quando è sì, e no, quando è no.
3) Mantenere la parola data, anche e soprattutto se costa.
4) Guardare gli altri ad occhi aperti, cercando di conoscere i pregi e i difetti.
5) Accogliere degli altri non solo i pregi ma anche i difetti e viceversa.
6) Esercitarsi a perdonare.
7) Dare agli altri il meglio di se stessi, senza nascondere loro i propri difetti.
8 ) Riprendere il rapporto con gli altri anche dopo delusioni e tradimenti.
9) Imparare a chiedere scusa, quando ci si accorge di aver sbagliato.
10) Condividere gli amici, vincendo la gelosia.
11) Evitare amicizie chiuse e possessive.
12) Dare agli altri anche quando gli altri non possono darci niente.”
Il discepolo con uno sguardo perplesso disse:
“Sono regole belle ma difficili da vivere!”

“Perché, chi ti ha detto che amare è facile?”, rispose il saggio.
“Non esiste l’amore facile, non esiste l’amore a buon mercato”.
Tutti cercano l’amore ma pochi sono disposti a pagarne il prezzo: il sacrificio!
” Quando potrò dire a me stesso di aver imparato ad amare?” disse il discepolo.
” Mai. Perché la misura dell’amore è amare senza misura”.

Rispose il saggio.

Il segreto del Paradiso

Una volta un samurai grosso e rude andò a visitare un piccolo monaco. “Monaco”, gli disse “insegnami che cosa sono l’inferno e il paradiso!”.
Il monaco alzò gli occhi per osservare il potente guerriero e rispose con estremo disprezzo: “Insegnarti che cosa sono l’inferno e il paradiso? Non potrei insegnarti proprio niente. Sei sporco e puzzi, la lama del tuo rasoio si è arrugginita. Sei un disonore, un flagello per la casta dei samurai. Levati dalla mia vista, non ti sopporto”.
Il samurai era furioso. Cominciò a tremare, il volto rosso dalla rabbia, non riusciva a spiccicare parola. Sguainò la spada e la sollevò in alto, preparandosi a uccidere il monaco.
“Questo è l’inferno”, mormorò il monaco.
Il samurai era sopraffatto. Quanta compassione quanta resa in questo ometto che aveva offerto la propria vita per dargli questo insegnamento, per dimostrargli l’inferno! Lentamente abbassò la spada, pieno di gratitudine e improvvisamente colmo di pace.
“E questo è il paradiso”, mormorò il monaco.

Se…

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell’attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall’odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l’insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: “tieni duro!”;

se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l’attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e – quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!

Rudyard Kipling

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